L'evoluzione naturale delle specie secondo Charles Darwin, attraverso la specializzazione casuale di geni resistenti a neopatogeni o neopatologie, non dovrebbe più essere un modello per la conservazione della biodiversità. La conservazione della biodiversità potrebbe quindi basarsi sul miglioramento genetico dei geni sensibili delle sementi. Questa tecnica svolgerebbe un ruolo importante nel rafforzamento della diversità biologica, preservando sia le sementi obsolete sia i neopatogeni "predatori" in un contesto di cambiamento climatico attraverso la ricostruzione genetica.