Questo articolo affronta la relazione tra diritto, linguaggio e potere, sperimentata all'interno della magistratura, dato che il linguaggio giuridico è uno strumento di potere nelle mani di coloro che detengono una conoscenza tecnica del diritto. La discussione si basa sulla teoria sistemica di Niklas Luhmann (1983; 1985) per spiegare come funziona il sistema giuridico, che opera cognitivamente, attraverso le decisioni, per comunicare con altri sistemi sociali. È stato osservato come gli ostacoli linguistici interferiscano nella comunicazione generata dalla magistratura, causando una mancanza di comprensione da parte degli interlocutori del processo decisionale. Si cerca inoltre di diagnosticare nelle giurisprudenze del TJPB la presenza di questi ostacoli nella comprensione delle produzioni giuridiche, definite come il discorso della magistratura. Così, gli stessi problemi ricorrenti sono stati verificati nei testi giuridici in generale, attraverso l'analisi delle giurisprudenze del Tribunale di Paraíba, che presentano un linguaggio che ostacola l'accesso alla giustizia e, di conseguenza, la realizzazione della norma giuridica.
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