È un’opera singolare, intrigante, questo primo libro di Davide Corbetta. è in parte uno Zibaldone, appunti di pensieri e intuizioni, diario di viaggio nel quotidiano e nella storia che lo incrocia, e in parte è uno stream of consciousness, un flusso, in forma di parole, di sensazioni e illuminazioni. Il titolo allude a due (presunti) estremi della realtà e dell’esistenza, qualunque cosa si intenda con questi termini. In effetti, “tutto” e “nulla” giostrano insieme in queste pagine. Non tanto perché si elidano, o si respingano, come si potrebbe intendere, ma perché si intrecciano, e questa è forse la via più spiazzante che Corbetta azzarda. Sembra che consideri troppo ovvio, banale, vederli come opposti. Roba vecchia (…). Gianfranco Bettin
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